venerdģ, 6 gennaio 2012 ore 01:33
Narducci: "Questi atteggiamenti ci fanno tornare indietro e mi spaventano"
Il !° Circolo didattico di Fasano
di Alfonso Spagnulo
FASANO - La vicenda di presunti atteggiamenti di intolleranza di un gruppo di genitori di alcuni alunni nei confronti di cinque minorenni stranieri ospitati nella struttura fasanese “Canonico Latorre” continua a tenere banco in cittą. L’istituto, presieduto da Massimo Vinale, oltre alla “casa famiglia”, ospita alcune classi del 1° Circolo didattico diretto da Alma Narducci. Anche quest’ultima interviene sulla questione che lunedģ prossimo (9 gennaio) potrebbe avere ulteriori risvolti in quanto č prevista, a Palazzo di Cittą, un’importante riunione a cui parteciperanno tutte le parti in causa. Infatti, oltre ai gią citati Vinale e Narducci, saranno presenti il sindaco di Fasano Lello Di Bari e le mamme che hanno innescato questa storia avendo chiesto espressamente l’intervento del primo cittadino.
«Sono venuta a conoscenza della questione prima dell’11 dicembre – racconta la dirigente Narducci -. Ho ricevuto alcuni genitori che si sono lamentati della presenza di questi ragazzi all’Istituto Latorre di cui non sapevo la presenza in quanto nessuno era tenuto a comunicarmelo. I ragazzi erano stati notati dagli stessi genitori intenti all’allestimento del presepe. Alcuni genitori asserivano addirittura che non fossero minorenni ma a loro ho detto chiaramente che il Tribunale dei Minori non poteva certo dichiarare il falso. Qualcuno aveva detto, anche, che uno dei ragazzi aveva utilizzato il bagno riservato ai bambini ma il fatto č stato poi smentito da un altro genitore. Ho quindi rassicurato i genitori sottolineando come i bambini siano sempre sorvegliati. Badate bene, ma la presenza dei ragazzi al Latorre non c’entra nulla. I bambini sono sempre sorvegliati a prescindere perché č nostro dovere farlo. Al Latorre o anche nel plesso di via Collodi la sicurezza dei piccoli č garantita».
Fatta questa premessa la dirigente racconta poi lo sviluppo della situazione. «I ragazzi ospiti dell’Istituto Latorre vivono quella struttura come se fosse la loro casa – sottolinea ancora la Narducci -. Di conseguenza nessuno puņ andare a sfrattarli con decisioni che vanno oltre le proprie competenze. Tornando ai pochi genitori che hanno innescato la polemica, questi hanno dimostrato poca fiducia nei miei confronti non accontentandosi delle mie rassicurazioni. Hanno cercato di scavalcare tutto prima rivolgendosi all’assessore regionale Fabiano Amati il quale in una lettera di risposta ha scritto che non era di sua competenza. Dopo di che sono andati dal sindaco e questi si č recato al Latorre senza che nessuno mi abbia avvertito di questa visita. Anche Di Bari ha detto esplicitamente che non puņ interferire con la decisione del Tribunale dei Minori. Alla base di tutto, ribadisco, c’č una mancanza di fiducia di alcuni genitori nelle istituzioni».
La dirigente del 1° Circolo conclude con un plauso all’attivitą del Latorre. «Bisogna dire “bravi” a coloro che operano in quell’istituto – dice ancora la Narducci – e fare un plauso al loro lavoro. Una civile convivenza in qualsiasi situazione non guasterebbe. E poi non ci sono stati episodi che potessero innescare tensioni o paure. In una societą che sta diventando multietnica e multiculturale parlare oggi di questi argomenti č anacronistico e ci fa tornare indietro di diversi anni e questi atteggiamenti, sinceramente, mi spaventano».
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Commenti alla notizia (1)
06.01.12 | 11:08
Fossi il sindaco non accorderei nemmeno 5 secondo del mio tempo a certe proteste...anzi proporrei di inviare al Lattore altri 10-15 ragazzi "senza-casa ne famiglia" provenienti da tutte le parti del mondo...dal Ciad al Perù, dal Libano al Pakistan...carissima dirigente alla base di tutto non c'è la scarsa fiducia nella istituzine scolastica, bensì la scarsa, anzi inesistente, civiltà di alcuni che ritengono, che innata arraoganza, di essere superiori ancora non ho capito a chi ? a 5 ragazzi ? ad una razza ? ad una civiltà ? spero che la notizia giri, e molto velocemente, arrivando a scuotere l'opinione pubblica non solo locale, ma anche nazionale..da fasanese di nascita non accetto minimamente che il mio paese sia portatore di discriminazione e razzismo..perchè dobbiamo usare le parole giuste, e non nasconderci dietro chiacchiere...che si fa ? si torna a scrivere sui bagni vietato ai cani e agli ebrei ?? siamo nel 2012...
di Ginko Danks
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