martedì, 17 gennaio 2012 ore 00:45
Porto di Savelletri: affidato incarico ad archeologo subacqueo
di Alfonso Spagnulo
SAVELLETRI DI FASANO - Sarà l’archeologo Gianpaolo Colucci, nativo di Putignano ma residente a Martina Franca, l’esperto subacqueo che dovrà predisporre la “Carta del rischio archeologico” del tratto di mare interessato dai lavori di messa in sicurezza del porto di Savelletri. L’incarico è stato conferito al professionista dopo che gli stessi lavori sono stati bloccati a causa di una nota della Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia in cui si comunicava che dall’esame dei progetti si evincevano opere da realizzarsi a mare che avrebbero potuto interferire con resti archeologici sommersi.
Per questo, sempre la Soprintendenza, aveva chiesto al Comune di Fasano di astenersi dall’eseguire opere a mare e di procedere alla redazione della “Carta del rischio” del tratto di mare interessato dai lavori. Nella nota della Soprintendenza, poi, veniva specificato come le prospezioni subacquee visive e la stesura della “Carta del rischio” dovevano essere affidate ad archeologi subacquei in possesso di specializzazione, con adeguata formazione e comprovata esperienza professionale. Il Comune di Fasano ha così sospeso, il 12 dicembre scorso, i lavori al porto di Savelletri e ha chiesto proprio alla Soprintendenza di fornire i nominativi dei professionisti adatti a poter svolgere quanto richiesto. Cosa che è avvenuta in quanto all’ente comunale è stato dato un elenco con nove nominativi di archeologi. Questi, poi, sono stati convocati ed è stato chiesto loro di voler quantificare la richiesta per le loro prestazioni professionali consistenti nella predisposizione della “Carta del rischio” relativo allo specchio marino interessato dai lavori di messa in sicurezza del porto di Savelletri precisando anche l’ubicazione del relitto corinzio del V secolo a. C. segnalato nell’area del porto e che sarebbe proprio la causa della sospensione.
E’ giusto sottolineare come in realtà a Savelletri il relitto esista davvero ma non è nell’area interessata dai lavori bensì da tutt’altra parte. Precisazione a parte solo quattro archeologi hanno fatto pervenire la richiesta economica che andava da un minimo di 6.730 euro a un massimo di 40.300 euro. E’ chiaro che il Comune di Fasano ha dovuto scegliere il preventivo maggiormente conveniente alle sue casse e per questo la richiesta minore (appunto 6.730) è stata quella di Gianpaolo Colucci che ha pertanto ottenuto l’incarico diretto. Pare, però, che a causa delle cattive condizioni meteo di queste settimane il subacqueo-archeologo non ha ancora compiuto nessuna immersione nel tratto di mare che dovrà scandagliare all’ipotetica ricerca di reperti archeologici. Esperti sub locali, che quelle acque conoscono molto bene, hanno già dichiarato più volte che loro non si sono mai imbattuti in materiale di valore. Se poi l’esposto presentato alla Soprintendenza, che ha causato la sospensione e la richiesta al Comune della “Carta del rischio”, è davvero relativo al relitto corinzio sarà una ricerca vana in quanto anche le carte nautiche pare lo segnalino in altra zona.
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