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venerdģ, 27 gennaio 2012 ore 11:28


"Paese che vai sanità che trovi": il "caso" di una fasanese


Lettera-denuncia di un lettore di Gofasano.it
di Giannicola D'Amico


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FASANO – “Paese che vai usanza che trovi”: recita un noto detto. Nel caso denunciato da un nostro lettore – con una lettera aperta – verrebbe da dire: “paese che vai sanitą che trovi”.


Con una lettera inviata a Gofasano.it, ma a quanto pare anche ad autorevoli esponenti del governo regionale, un nostro lettore di Pezze di Greco denuncia una storia davvero particolare che ha visto protagonista sua moglie. Una sorta di caso di “sanitą a controsenso” che viene denunciata dal nostro lettore il quale chiede spiegazioni a chi di competenza.


“Negli ultimi dieci anni mia moglie č stata sottoposta a due interventi ad ambedue le ginocchia – si legge nella lettera inviata a Gofasano.it -. I primi interventi effettuati all'ospedale di Fasano e Ostuni. I secondi all'ospedale di Copertino. Nell'ultimo intervento effettuato il 18.11.2010 risultavano essere stati inseriti nel ginocchio destro "due Pin in carbonio". Sta di fatto che da allora la situazione non migliorava ma anzi peggiorava giorno dopo giorno, tanto che siamo stati costretti a rivolgerci fuori regione e precisamente al “Gaetano Pini” di Milano – prosegue la nota -. Qui da noi i medici vogliono impiantare solo protesi, ma essendo ancora giovane propongono infiltrazioni e palliativi risultati inefficaci. A Milano, invece, ci siamo sentiti rispondere che con un semplice intervento di "Osteotomia di addizione tibiale", mia moglie conserverebbe il suo ginocchio e risolverebbe il problema. Tornato in Puglia – prosegue il racconto del marito della donna - mi sono sentito dire che i nostri ortopedici non eseguono tale intervento perché non si guadagna niente al contrario delle protesi dove il guadagno č molto pił elevato. Mi dite se questa situazione č normale – č la domanda che si pone questo marito a giusta ragione “infuriato” -? Senza contare che la Regione Puglia dovrą pagare alla Regione Lombardia la degenza in Ospedale, l'intervento e le tre settimane nel centro di riabilitazione e infine i disagi che i poveri disgraziati devono sopportare per stare su a Milano un mese intero. E chi non potrebbe permetterselo – si chiede ancora il marito della donna -? Qual č la differenza tra i nostri ortopedici e quelli lombardi? Cordialmente vi saluto”.


Alla luce di quanto “denunciato” dall’uomo tali interrogativi non possono che essere condivisibili.


Si spera qualcuno possa dare una risposta a questa famiglia alle prese con problemi di salute, viaggi della speranza e sfiducia nella sanitą pugliese.



Tempo stimato di lettura: 2’ 10’’






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Commenti alla notizia (5)







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 27.01.12 | 13:04

nessuna nuova quindi.Credevo che fosse una rara NUOVA buona notizia.E invece........nulla di nuovo.Meditate gente ,meditate, quando prossimamente andremo a votare.

di sante donnaloia

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 27.01.12 | 15:01

è incredibile ma ,purtroppo,vero!!!!Poi non ci dobbiamo lamentare quando ci viene detto che più vai giu e peggio è!!!!Ci dobbiamo solo vergognare.E' sempre e solo una questione di soldi.Ma esistono ancora medici che fanno il loro lavoro per passione????Ho dei seri dubbi.

di LIDIA DE TOMMASO

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 27.01.12 | 20:59

mica è una novità....... tipici casi dei nostri medici: "dottore!!!! Ho dei dolori a livello addominale!!!".... "signora non è niente" (dopo qualche settimana, nella peggiore delle ipotesi, chiama le onoranze funebri)

di donato natola

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 27.01.12 | 23:09

perchè c'è ancora qualcuno che ha il barbaro coraggio di andare a votare????

di ozzy osbourne

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 28.01.12 | 19:16

questo perche' uno nn fa piu' il suo lavoro da dottore per la passione ma per i soldi.e poi il dottore deve fare il dottore si deve concentrare solo su quello e nn come i nostri chiamiamoli dottori che si candidano alle elezioni solo x prendere sempre piu' soldi e nn combinare niente ne' da una parte ne' dall'altra tanto se muore qualcuno ke gliene frega sono abituati loro.

di luigi lisi

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