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sabato, 6 marzo 2010 ore 00:08


AGRICOLTORI FASANESI ALLO SBANDO A SEGUITO DI ALCUNI CONTROLLI NELLE AZIENDE


Su una questione controversa e poco chiara



di Redazione Go Fasano

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CRONACA

FASANO – In conclusone al documento presentato dalle organizzazioni agricole nel corso dell’ultimo consiglio comunale convocato il 26 febbraio scorso per discutere dell'allarme criminalità nelle campagne si leggeva: ''La Cia (Confederazione italiana agricoltori) e la Coldiretti chiedono maggiori controlli nelle campagne contro la criminalità, al pari dei controlli che gli organi preposti effettuano quotidianamente alle imprese agricole''.
Proprio in questo passaggio si percepisce il forte stato di preoccupazione degli agricoltori, già sottoposti ad una crisi di mercato senza precedenti, che per certi versi verrebbero anche ulteriormente vessati da controlli operati in agricoltura dai diversi organi preposti.
Tra questi controlli alcuni vengono ritenuti dagli addetti ai lavori delle vere e proprie ''assurdità''.
Il riferimento è ad alcuni recenti controlli che la Guardia di Finanza sta attuando negli oliveti dove gli agricoltori stanno praticando la potatura e di conseguenza, così come attuato da secoli, stanno provvedendo a bruciare i residui della potatura.
Sulla questione nel consiglio comunale scorso è intervenuto il consigliere Pietro Saladino, già assessore alla agricoltura nella passata amministrazione.
''Mi risulta – ha dichiarato nel suo intervento Saladino – che a chi sta procedendo a bruciare i residui di potatura di ulivo viene applicato il decreto legislativo 152 del 2006, ovvero il testo unico sui rifiuti, con l’applicazione di norme di natura penale. Mi risulta anche che tale questione è abbastanza controversa e poco chiara. Chiedo alla Amministrazione comunale ad anche ai parlamentari presenti (al consiglio partecipavano, infatti, i senatori Latorre e Tomaselli – ndr) di prendere di petto tale questione  per fare chiarezza in merito e verificare in che modo e in che forma la situazione vada sanata. Di questo passo non si fa altro che penalizzare pesantemente le aziende agricole''.
A lavoro per fare chiarezza su questa questione anche le organizzazioni agricole.
''Abbiamo immediatamente interessato della questione l’assessorato regionale all’agricoltura – spiega Donato Petruzzi, vicepresidente vicario della Cia Puglia -, e siamo in attesa di ricevere chiarimenti in merito. È una situazione davvero penalizzante per gli agricoltori anche perché è necessario che sulla questione si faccia chiarezza dal punto di vista normativo. Ne va della sopravvivenza di migliaia di aziende olivicole pugliesi''.
Fortemente preoccupati gli agricoltori del comprensorio.
''Una norma poco chiara soggetta a diverse interpretazioni – spiegano in coro alcuni agricoltori – sta determinando in alcune aziende agricole, dove gli agricoltori stanno procedendo alla bruciatura dei rami e delle foglie residui di potatura, controlli che si concludono con l’apertura di procedimenti penali a carico degli agricoltori con l’applicazione di normative in materia di rifiuti speciali. Abbiamo bisogno che si faccia chiarezza in merito, anche perché diversi altri corpi dello Stato stanno applicando il buon senso e non stanno sanzionando le imprese agricole. È davvero assurdo. La bruciatura dei rami di potatura, che a volte è anche obbligatoria per questioni fitosanitarie, viene considerata al pari della bruciatura di rifiuti speciali e magari di plastica ed altri tipi di rifiuti. Le aziende agricole non sanno davvero come comportarsi. Di certo è che per smaltire tali rifiuti servirebbero impianti di smaltimento che comunque in Puglia non esistono''.
Insomma è auspicabile che gli organi preposti facciano davvero chiarezza su questa questione.


Tempo stimato di lettura: 2’ 20’’





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Commenti alla notizia


 07.03 | 07:47

Le normative sono su INTERNET

di saverio valentini


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