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martedì, 12 gennaio 2010 ore 13:28


DONNA MORSA DA UN RANDAGIO A TORRE CANNE


La Asl di Brindisi condannata al risarcimento dei danni.



di Maria Antonietta Donnaloia

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CRONACA

FASANO – La Asl di Brindisi è stata condannata a risarcire, con sentenza depositata il 7 gennaio scorso dal Giudice di Pace Giovanni Quaranta,  1.018 euro, relativamente ad una vicenda avvenuta nei mesi scorsi che ha avuto come protagonista una ragazza che percorrendo la via Appia a Torre Canne a bordo di un ciclomotore, era stata morsa al piede sinistro da un cane randagio.
Un episodio che aveva provocato lesioni che furono ritenute guaribili con 30 giorni di prognosi.
Trascorsi i 30 giorni la ragazza, assistita dall'avvocaro Renzo De Leonardis, ha invitato la Asl di Brindisi a risarcirla dei danni. L’Azienda sanitaria locale all’inizio aveva respinto ogni addebito e, pertanto, era stata successivamente citata in giudizio innanzi al Giudice di Pace di Fasano.
Proprio nel corso del giudizio la Asl ha chiamato in causa il Comune di Fasano ritenendo l’ente locale responsabile dell’evento dannoso, che in quanto ente tenuto alla vigilanza sanitaria del territorio comunale, avrebbe dovuto segnalare all’Asl la presenza dei randagi affinché fossero ricoverati presso l’apposito canile comunale. Il Comune di Fasano, rappresentato e difeso dal capo dell’avvocatura comunale Ottavio Carparelli, nel costituirsi in giudizio eccepiva il “difetto di legittimazione passiva dell’ente locale, in quanto in forza della legge regionale pugliese è stata affidata esclusivamente all’Asl territoriale competente e, in particolare, ai suoi servizi veterinari, la lotta al randagismo, anche sotto lo specifico profilo di evitare danni ai cittadini, e del dover rispondere delle richieste dei danni alle persone che si assume abbiamo subito danni da cani randagi: il Comune di Fasano osservando le prescrizioni  regionali, ha da tempo (2001) predisposto e mantenuto un canile sanitario, dovendo provvedere esclusivamente al ricovero dei randagi e non anche ad accalappiare gli stessi”.  
Il Giudice di Pace Giovanni Quaranta lo scorso 7 gennaio ha accolto la tesi sostenuta dall’avv. Carparelli che ha fatto espresso riferimento a specifiche sentenze pronunciate dalla Corte di Cassazione in tal senso secondo cui, in caso di danni arrecati ai cittadini da cani randagi, responsabile di questi danni e quindi obbligata al risarcimento è esclusivamente la Asl e non anche il Comune del territorio in cui si è verificato l’incidente. Soltanto l’Asl dovrà quindi risarcire la giovane donna di 1018 euro e rimborsare inoltre, le spese processuali sia alla danneggiata nella misura di 1.590  euro, sia al Comune di Fasano nella misura di 1.300 euro.

Tempo stimato di lettura: 1’ 30’’

Commenti alla notizia


 26.01 | 17:12

mi vergogno di essere meridionale...pensate a sterilizzare tutti i cani randagi e fate funzionare i canili a dovere perchè sono sicura che lo scopo è solo lucro. VERGOGNA!

di tiziana pure


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