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lunedì, 11 gennaio 2010 ore 13:21


STRAZIANTE ULTIMO SALUTO ALLA PICCOLA MARIA LETIZIA


La comunità di Pezze di Greco si è stretta compatta attorno ai parenti della bambina


La bara della sfortunata bambina portata a spalla Il corteo funebre preceduto da una fiumana di fiori bianchi
Il corteo funebre preceduto da una fiumana di fiori bianchi

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di Alfonso Spagnulo

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CRONACA

PEZZE DI GRECO - L’intera comunità di Pezze di Greco si è riunita, questa mattina (11 gennaio), per dare l’ultimo saluto alla piccola Maria Letizia Calianno, la bambina morta a causa di una mozzarella che gli si era fermata in gola. Un silenzio irreale ha accompagnato il corteo funebre mossosi dall’abitazione di Corso Nazionale. Tantissimi i fiori bianchi e davanti all’auto che conteneva il feretro i compagni di scuola della sfortunata bambina. Accompagnati dalle maestre avevano tra le mani una semplice rosa bianca. All’altezza di Piazza XX Settembre una breve sosta per il corteo: si è scelto di percorrere gli ultimi metri portando la bara bianca a spalla. Amici e parenti hanno così issato il feretro per portarlo nella gremita chiesa dedicata a Maria del Carmine. Un’omelia semplice ma intensa quella proposta dal parroco di Pezze di Greco don Leonardo Sgobba. “Ora Maria Letizia è nelle braccia del Signore – ha detto don Sgobba -. Ha solo sfiorato questo mondo ma il suo ricordo vivrà in tutti noi. La morte porta sempre dolore ma in questo caso è ancora più forte”. Un pensiero del parroco anche per i genitori della bambina, Eugenio e Dina, e la sorellina minore Pasqua: “Che il vostro dolore sia lenito dalla fede”. Sempre don Sgobba ha voluto chiudere l’omelia con un pensiero di don Oreste Benzi: “Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’infinito di Dio. Dentro di noi, quindi, c’è già l’immortalità, per cui la morte non è altro che lo sbocciare per sempre della mia identità, del mio essere con Dio. La morte è il momento dell’abbraccio col Padre, atteso intensamente nel cuore di ogni uomo, nel cuore di ogni creatura”. Le emozioni struggenti si sono susseguite con la lettura di alcuni pensieri da parte dei compagni di scuola che hanno poi salutato, fuori dalla chiesa, la loro compagna liberando tanti palloncini bianchi che si sono levati in cielo, il luogo degli angeli, lì dove è volata anche la piccola Maria Letizia.





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