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mercoledì, 17 marzo 2010 ore 17:17


'VIA FANI ORE 9.02': PARLA CHI C'ERA


Romano Bianco e Manlio Castronuovo ritornano sull’agguato di 32 anni fa



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di Pierluigi Giordano Cardone

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LIBRI E MUSICA

Recensione in pillole

“Via Fani ore 9.02”

di Romano Bianco e Manlio Castronuovo

Editore “Nutrimenti”, collana “Igloo

pagine 144 – euro 11,00

 

La parola ai testimoni. Trentadue anni dopo il rapimento di Aldo Moro, il libro “Via Fani ore 9.02” ricostruisce l’agguato al presidente della Democrazia cristiana attraverso i ricordi delle persone che hanno assistito all’esplosione della “geometrica potenza” delle Brigate Rosse. Trentaquattro spettatori che, con le loro rivelazioni, rafforzano i dubbi e le incongruenze su quanto accaduto la mattina del 16 marzo 1978 a Roma, giorno in cui il nuovo governo guidato da Giulio Andreotti stava per presentarsi in Parlamento per ottenere la fiducia. Nel volume del giornalista Romano Bianco e del saggista Manlio Castronuovo, da ieri in libreria, il montaggio cinematografico della vicenda traccia una mappa completa dei testimoni oculari, le manovre a “cancelletto” delle Br (mutuata dai terroristi tedeschi della Raf) e cerca di capire chi erano i passeggeri a bordo dell’Alfasud giunti sul luogo dell’agguato prima delle altre volanti. Centoquaranta pagine che, da un altro punto di vista, raccontano l’attacco al cuore dello Stato.

(di Santo Iannò).   
 
 

Domande all’autore

Un’idea semplice e al tempo stesso innovativa: far parlare direttamente i testimoni oculari dell’agguato di via Fani. Come è nata l’idea?

L’idea è nata innazitutto dal fatto che, nello sterminato panorama della letteratura sul caso Moro, nessuno aveva mai tentato un’operazione del genere. Lavorando al progetto è poi emerso che molte cose importanti dette dai testimoni oculari sono state poco o per nulla prese in considerazione dagli inquirenti, e questo ci ha ancor di più convinto della necessità di scrivere un libro come il nostro.

Quali difficoltà  avete riscontrato nel raccogliere testimonianze dirette a distanza di 32 anni?

La cosa più strana, o curiosa se vogliamo, è che queste testimonianze sono a disposizione di tutti nell’archivio digitalizzato delle commissioni parlamentari che hanno indagato sul caso Moro. Non ci sono state quindi molte difficoltà per noi nel reperire il materiale, salvo quello ancora oggi classificato come riservato o segreto, ma questo fa aumentare, più che diminuire, gli interrogativi, riassumibili nella domanda: perché in tutti questi anni i testimoni oculari sono stati trattati con sostanziale superficialità? Leggendo le loro dichiarazioni “in controluce” lo si intuisce.

Cosa può  aggiungere questo libro alla ricostruzione storica della pagina più  nera della Prima Repubblica?

  Aggiunge altre domande a quelle classiche cui gli inquirenti, gli storici, il giornalismo d’inchiesta, ma soprattutto i terroristi non hanno ancora risposto: ha sparato qualcuno anche dalla parte alta di via Fani? Chi c’era sull’Alfasud beige? Chi l’ha mandata in via Fani? Era già in marcia prima dell’inizio della sparatoria? Le BR avevano complici sulla via di fuga dopo la strage? Ed altre ancora.

Questo è il tuo primo lavoro letterario e, da fasanese, sin da piccolo hai seguito tutti gli sviluppi della vicenda: è il libro che avresti sempre voluto scrivere?

Sì, senz’altro. Non ho mai avuto alcun dubbio sul fatto che se un giorno avessi mai scritto un libro sarebbe stato sul caso Moro, l’argomento storico che studio da più tempo, praticamente da bambino.

C’è già altro che bolle in pentola?

Se il pubblico risponderà  bene, come io e Manlio Castronuovo ci auguriamo, ne saremmo certamente incoraggiati a continuare. Entrambi siamo dei “dopolavoristi” che scrivono per hobby e questo libro ci ha comportato due anni di lavoro: val la pena spendere tanto tempo solo se poi i risultati vengono apprezzati.

La carriera di giornalista ti ha portato ad allontanarti da Fasano: scelta definitiva?

Mai. Sono un fasanese a 24 carati e non vedo l’ora di poter mettere a disposizione della mia città le cose che sto imparando lontano da essa, per dare anch’io un contributo al suo progresso.



Commenti alla notizia


 19.03 | 07:40

Libro bellissimo: interessante e scorre, si legge in poco tempo. Complimenti

di Laura Rossi


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