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lunedì, 8 marzo 2010 ore 14:40


100 VOLTE LA FESTA DELLA DONNA


Conquiste e nuovi rischi per il gentil sesso



di Maria Antonietta Donnaloia

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DAL MONDO

Esattamente 100 anni fa, durante il congresso socialista di   Copenaghen, venne deciso che l’8 marzo sarebbe stata la giornata  dedicata alla festa della donna. E fu l’inizio di un cammino che  
permise a molte donne, fino ad allora legate ai vincoli che la casa e  il proprio marito metteva loro, a raggiungere traguardi impensabili.  
Cento anni fa le donne non votavano, non studiavano, non lavoravano,  erano spose predestinate a uomini che molto spesso non amavano. Meri  meccanismi dotati di dote e generatrici di figli. I movimenti  femministi, le lotte per ottenere i diritti e assicurarsi una tutela  in caso di divorzio sono stati raggiunti forse troppo tardi, dopo  secoli di tacite ribellioni e lotte in cui il vincitore era deciso fin  dal principio. In cento anni, a piccoli passi le donne hanno raggiunto  molte conferme, nonostante la lotta di genere continui ad essere   motivo di discussione in molti paesi. E non si parla di paesi  primitivi, non occidentalizzati o globalizzati. Anche in Italia molte  donne sono costrette a decidere tra lavoro e famiglia posticipando il  fisiologico bisogno di diventare madre. I contratti part time non  dimostrano uno spiccato interesse dei datori di lavoro nel tutelare la  donna, nel permetterle di affermarsi in ogni ambito di vita. Molto  spesso la flessibilità nasconde un bisogno economicamente necessario   in cui la parola d’ordine sia produrre, generare ricchezza. E ancora,  
nonostante la poco serena situazione lavorativa, molto spesso la donna  è vittima di mobbing e l’unica cosa in suo potere è quella di dovere  accettare tacitamente. Una situazione non proprio rosea dunque per la  donna del XXI secolo. Ultima novità ,se così possiamo chiamarla, è  
rappresentata dall’ultima frontiera della persecuzione, lo stalking.  
Una donna ancora vittima, come se nel corso degli anni quasi nulla  fosse cambiato se non le strategie per vittimizzarla. In questo giorno  le mimose, le belle parole forse non bastano più. Le situazioni si  stanno evolvendo inesorabilmente e i bisogni della donna moderna   risultano direttamente proporzionali allo sviluppo di questi. Cosa  resta dell’8 marzo? Forse quasi nulla o forse troppo poco o forse  semplicemente una data in cui le donne riflettono sul loro essere  
nella società.

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