sabato, 5 dicembre 2009 ore 14:05
DELITTO DI PERUGIA: L'INGEGNERE PUGLIESE CONDANNATO A 25 ANNI
Sollecito: "mi sembra di vivere un incubo infernale".
di Maria Antonietta Donnaloia
DAL MONDO
PERUGIA - Rimangono in carcere Raffaele Sollecito e Amanda Knox. La Corte d'Assise di Perugia li ha condannati rispettivamente a 25 e 26 anni di reclusione per l'omicidio di Meredith Kercher. La direzione del carcere di Capanne, già nei giorni scorsi ha deciso di rafforzare i controlli, sorvegliando a vista i due giovani, per evitare che commettano atti sconsiderati. Le famiglie dell'americana e del pugliese continuano a dichiarare l'innocenza dei rispettivi figli, che alla lettura della sentenza sono apparsi visibilmente provati. Amanda ha pianto per l'intera notte, Raffaele ha dichiarato: "mi sembra di vivere un incubo infernale".
Soddisfatti, ma non certo felici della decisione presa dai giudici i familiari di Meredith, che in una conferenza stampa concludono affermando circa il risarcimento che "nessuna somma di denaro potrà mai ripagarci di quello che abbiamo perso". Il pubblico ministero Manuele Comodi sottolineando che ai due imputati è stata riconosciuta l'aggravante per violenza sessuale, "seppure commessa da Rudy Guede", ritengono la loro decisione indispensabile per "riconoscere la colpevolezza degli imputati per tutti i reati che gli sono stati contestati". Il magistrato ha dunque
annunciato che la Procura non intende appellare la sentenza. E riferendosi all'aspetto umano della vicenda, il pm Comodi ha sottolineato che "vedere due ragazzi condannati ad una pena così lunga lascia l'amaro in bocca, ma il pensiero va anche alla vittima, uccisa in modo atroce".
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