sabato, 5 giugno 2010 ore 16:59
Partecipata iniziativa quella di ieri (4 giugno) al Laboratorio Urbano
di Redazione Go Fasano
FASANO – Interessante iniziativa messa in atto dal Partito Democratico a Fasano ieri sera (4 giugno 2010). Presso il Laboratorio Urbano, si è parlato di “Federalismo fiscale, Sanità Pubblica e Diritti di Cittadinanza”.
Ad introdurre i lavori Massimo Vinale, autentico organizzatore dell’iniziativa che ha relazionato sui punti fondamentali riguardanti il federalismo e quello che comporterà per le regioni. Una relazione lunga e dettagliata, che ha aperto la serata dopo la presentazione del segretario del Pd fasanese Giacomo Maringelli.
“Vorremmo notare meno sudditanza politica, rispetto al tema del federalismo fiscale, concepito in chiave nordista – ha spiegato Vinale nella sua relazione –. Vorremmo fosse chiaro a tutti che, al Sud, col federalismo fiscale, non si ridurranno le tasse – ha continuato Vinale -; non si razionalizzerà la spesa pubblica; non si migliorerà la qualità dei servizi sociali. La verità è che, con questo federalismo, le regioni del Nord tratteranno nei loro territori tutta la ricchezza ivi prodotta, obbligando, - conclude Vinale – di fatto, il Sud a sperimentare la “cura greca” e a vedere ballare i propri conti pubblici per chissà quanti anni.”
Dopo l’intervento introduttivo, la parola è stata data all’assessore regionale alla sanità, Tommaso Fiore, che ha spiegato nei dettagli come il federalismo fiscale penalizzerà, dati alla mano, la sanità pubblica del mezzogiorno.
Le conclusioni sono state affidate al senatore Nicola Latorre. Il vice presidente dei senatori del Partito democratico ha lanciato sì la sfida del federalismo, che egli giudica uno strumento utile a responsabilizzare le classi dirigenti odierne e quelle del futuro, ma evidenziando come “non si potrà applicare un politica federale – afferma Latorre nel suo intervento – se non è la stessa accompagnata da un politica nazionale indirizzata a ridurre il gap fra il mezzogiorno e il nord Italia. Solo così cominceremo seriamente a parlare di Federalismo”.
Alla fine si è aperto il dibattito al pubblico.
Di rilievo l'intervento di Giuseppe Palazzo che, citando la precedente riforma del titolo V, attuata dal governo di centrosinistra nel 2001, ha auspicato una riforma federale condivisa da tutte le forze politiche presenti in Parlamento e ha contestato -nel merito- l'attuale proposta federale nella parte in cui prevede i costi standard.
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