FASANO – Lo avevamo lasciato all’indomani della conclusione dello scorso campionato di Eccellenza che lo aveva visto prima protagonista diretto sulla panchina del Fasano e poi primo consigliere del fratello quando questi lo sostituì, almeno ufficialmente. Renato Olive è ancora un allenatore in cerca di occupazione anche se in estate ha rifiutato un incarico a Bologna. «Mi avevano offerto la panchina degli Allievi – racconta Olive in questa intervista esclusiva -. Prima mi avevano prospettato la Primavera e poi, invece, siamo passati, come detto, agli Allievi. Sinceramente non me la sono sentita in quanto ambivo a qualcosa di più importante. Ora, a mente lucida ed essendo ancora senza squadra, penso di aver sbagliato e avrei dovuto accettare. Mi accorgo che è sempre più difficile per un allenatore giovane, senza alcuna esperienza dal punto di vista lavorativo, trovare una società che punti su di lui».
Ci sono ancora contatti con il Bologna?
«Non ci siamo lasciati benissimo perché, oltre al discorso tecnico, c’erano dei presupposti affinché io entrassi in società. Poi però questo non è avvenuto e ci sono stati dei problemini. Ora la società è cambiata ancora una volta e se quest’anno dovessero offrirmi nuovamente la categoria Allievi questa volta accetterei».
Sei legato da un solido rapporto di amicizia con l’ex ct della Nazionale Roberto Donadoni ora a Parma. E’ giunta qualche chiamata da parte sua per farti entrare nello staff?
«No, assolutamente no. Mai affrontato questo tipo di discorso con lui. Abbiamo un’ottima amicizia che ci permette di sentirci quasi tutti i giorni ma Roberto ha già collaboratori fidati ed è giusto che vada avanti col suo gruppo di lavoro. Magari un domani potrebbe esserci una possibilità ma io vorrei iniziare con una Serie C per fare esperienza».
Ora che non alleni come trascorri il tuo tempo?
«Ultimamente ho seguito spesso il Fasano perché c’era mio fratello Vito come allenatore e anche perché c’era un progetto interessante. Ma quando c’è stata occasione per seguire qualche squadra di Serie A da queste parti non mi sono lasciato sfuggire l’occasione. Sto comunque cercando di aggiornarmi vedendo il calcio sia in tv che dal vivo».
A proposito del Fasano. In queste ultime settimane è accaduto di tutto attorno alla società conclusasi con l’esonero di tuo fratello. Qual è la tua opinione in merito?
«Forse non c’erano più i presupposti per lavorare con Vito e la società ha deciso di esonerarlo. A malincuore, secondo me, perché era un progetto che era partito con pochissimi soldi e giocatori locali. Una squadra del genere che aveva già al suo attivo 24 punti era già andata oltre ogni più rosea aspettativa. Anche Vito aveva fatto in pieno il suo dovere e non mi è sembrata una decisione giusta mandarlo via. Ma nel calcio ci sta anche questo».
Nonostante il cambio di tecnico a Fasano si continua a non fare risultato però.
«E’ logico che bisogna dare tempo a mister De Fuoco di lavorare. Anche se qualche giorno fa ho sentito alcune dichiarazioni imbarazzanti da parte di De Fuoco quando sostiene di aver trovato una squadra, dal punto di vista fisico, scarica. Mi sembra che abbia esagerata e che non abbia in mente la concezione di preparazione atletica nel calcio. L’unica cosa che non si è mai rimproverata alla squadra è alla sua voglia di correre per 90 minuti. Il Fasano, poi, ha dei tifosi con un’ampia conoscenza calcistica e proprio questi hanno sempre apprezzato il fatto che i giocatori sputavano l’anima. Ecco perché penso che le dichiarazioni di De Fuoco siano fuori luogo. Come magari fuori luogo è stato il suo commento di aver trovato uno spogliatoio devastato. Poteva risparmiarsi alcuni commenti in quanto mi risulta che anche lui, in passato, non ha saputo gestire alcune situazioni. Ma dico che un collega non deve mai parlar male di un altro, è una questione di etica professionale».
Secondo te il Fasano riuscirà a raggiungere la salvezza?
«Io me lo auguro perché questo è un progetto allestito con tanti sacrifici e nato praticamente dal niente. E’ stata allestita una squadra con pochissimi soldi e questi ragazzi meritano la salvezza. Così come questo progetto è giusto che vada avanti per i fasanesi che meritano di tornare a veder calcio ad alti livelli».
Tempo stimato di lettura: 1' 56"
Nessun commento presente