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giovedì, 28 luglio 2011 ore 18:57


Da Fasano a Cisternino


Uno dei borghi più belli d'Italia


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di Redazione Go Fasano


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Aria fresca, vicoli stretti, strade lastricate, casette dalle scale alte e strette, tutto questo e molto altro è Cisternino. In ogni stagione è possibile addentrarsi nel centro storico e magari fermarsi a gustare un gelato o, perché no, fermarsi presso uno dei caratteristici locali dove ci si può ristorare, magari mangiando della “carne al fornello” diventata ormai una specialità locale. 
Il centro storico è tutto da scoprire: un crogiuolo di vicoli, stradine e palazzi di notevole interesse architettonico. La porta principale del paese è la Torre di Porta Grande (o Normanno-Sveva), alta 17 metri, di epoca medioevale, sulla cui sommità vi è una piccola statua di San Nicola. Anche la chiesa Madre del paese è intitolata a San Nicola, costruita nel XIV secolo su un’antica chiesa paleocristiana dei monaci Basiliani.

Così come Fasano, anche il territorio di Cisternino è costellato di masserie, molte delle quali sono oggi adattate a strutture ricettive. Tra le più belle Villa Cenci, Masseria Devitofranceschi e Masseria Costa.
Particolarmente importante, nel territorio di Cisternino, nel cuore della Valle d’Itria, è la presenza di boschi: i Monti Comunali sono una distesa di circa 400 ettari di bosco di proprietà municipale, la formazione vegetale più consistente della provincia.
Il folklore cistranese si respira in particolare durante la prima settimana di agosto, periodo in cui si svolge ogni anno la festa patronale di San Quirico, protettore del paese, tra processioni, concerti bandistici e fuochi pirotecnici e durante il lunedì dell’angelo (“Pasquareddè” in dialetto locale), giorno in cui ci si reca con dei dolci tipici al Santuario della Madonna d’Ibernia, la Madonna della prosperità e della fertilità.
Innumerevoli sono le occasioni per gustare le prelibatezze locali: in ogni periodo dell’anno, fra Cisternino e le sue frazioni, sono organizzate delle sagre. Fra le più importanti, quella delle orecchiette, del coniglio e dell’uva.

Grande risonanza è data alla musica, grazie all’organizzazione di eventi quali il “Festival delle Pietre che Cantano” e il “ Festival Internazionale Bande Musicali Valle d’Itria”.

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