Dal graduale abbandono di Egnazia, dopo la fine dell’Impero Romano, nasce un’importante testimonianza storica in agro fasanese: gli insediamenti rupestri.
La popolazione, ritiratasi verso l’interno, si insedia nelle “lame” (solchi tracciati dall’erosione delle acque che dalle colline scendono al mare) e , approfittando della facilità di lavorazione del tufo locale, crea veri propri villaggi. Sul territorio di Fasano vi sono numerosissime testimonianze di questi insediamenti medievali, disseminate in diverse zone.
Il villaggio rupestre più noto, uno dei maggiori della Puglia, è quello di Lama d’Antico, complesso situato nei pressi di Savelletri e probabilmente attivo già dal X secolo dopo Cristo. Costruito nei pressi di un corso d’acqua, il villaggio ospitava presumibilmente una comunità di 700-800 persone in grotte adibite a trappeti, farmacie, mulini, laboratori e abitazioni. Qui c’è una delle chiese rupestri più grandi della regione: una chiesa-cripta a due navate, dotata di una cattedra ed un battistero. Le pitture presenti sui muri perimetrali, per quanto segnate dal tempo e dagli agenti atmosferici, sono in parte ben visibili.
L’altro villaggio rupestre, quello di San Marco, sorge vicino l’omonima masseria fortificata. Anche qui le grotte erano adibite ad abitazioni e a refettorio, con delle celle per i monaci ed una cappella poi trasformata in frantoio.
Di testimonianze simili, se pur più frammentate, ce ne sono tantissime. Una delle meglio conservate è quella di San Lorenzo, vicino masseria Monacelli, dove è possibile vedere addirittura delle grotte a due piani e la cripta a pianta trapezoidale. Non lontano c’è la lama Tamurrone, dov’è situata la Cappella di San Giovanni.
Altri resti si trovano in contrada Coccaro e contrada Carbonelli e a Lamalunga, al confine con Monopoli. A Torre Canne, nei pressi della zona agricola della Difesa di Malta si trovano molte grotte medievali e, nei pressi di Pezze di Greco, numerosi vani predisposti per la lavorazione delle olive.
Ulteriore importante testimonianza di insediamento è il Tempietto di Seppannibale (il nome si riferisce alla masseria di appartenenza), originariamente noto come San Pietro Veterano. La costruzione, in tufo e a pianta quadrata, sicuramente con funzioni religiose, ha tre navate e contiene un importante ciclo di affreschi, la cui iconografia rimanda all’Apocalisse di San Giovanni.
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