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giovedì, 3 settembre 2009 ore 22:08


Un tuffo nell'Arcadia di casa nostra


Masserie, ulivi secolari, insediamenti rupestri, trulli e silenzio.

contrada Salamina Lama d'Antico Lama d'Antico 2 masseria Maccarone masseria Montalbano masseria San Lorenzo masseria Salamina la strada Lamie-Fasano trulli ulivi secolari a Salamina
contrada Salamina

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di Mariagrazia Semeraro


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1000 PASSEGGIATE IN CAMPAGNA    


Percorso in bici
Se malinconia e aneliti, passione e struggimento si mescolano, se il tedio debella gli animi più infuocati, non basta un letto, non basta il tempo e non basta la musica da sola. Prendi una bicicletta e pedala. L’Assessorato al Turismo della Regione Puglia ha da poco tempo realizzato una cartoguida per i percorsi in bici che coinvolgono Puglia, Campania e Basilicata. In questo modo si incentiva un modello di turismo sostenibile e ancora poco diffuso, nonostante i territori pugliesi si prestino ottimamente ad essere calcati dalla bicicletta. Ovviamente, non si ha sempre tempo e voglia di pedalare per ore. Per questo, le strade che conosciamo ma ignoriamo o percorriamo in automobile sono le prime da rivisitare. Lasciati guidare dalla tua bici verso la strada comunale per Laureto e sbaglia strada per addentrarti in contrada Salamina. La via degli ulivi secolari. Poche automobili, poche abitazioni, solo ulivi monumentali che ombreggiano la strada assolata. Poi un bivio: prendere la strada che porta alla contrada Lamie d’Olimpia (foto 4), tra i trulli, i boschi e le gravine di Laureto o tirare dritto verso lo spazio dedicato al tiro a volo? Dipende dal tempo, dalla malinconia che nel frattempo si sarà tramutata in curiosità, in spirito di avventura e dipende dall’energia che si è disposti a spendere. Certo, risalendo verso le Lamie, il paesaggio è a dir poco mistico, la natura ribelle. 
Volendo, se non si sbaglia strada, l’avventura continua sulla strada comunale di Laureto, conosciuta come la strada vecchia di Fasano. Strade tortuose, strette, fagocitate dalla vegetazione. Così,a contatto con la campagna, si guarisce dai più miserabili pensieri e dalle più potenti agonie.
I più romantici, i lupi di mare che non riescono a rinunciare ai versi scorati o tumultuosi del mare, da Fasano si spostano a Savelletri in bici evitando la statale. Paese, campagna e mare in un solo colpo, in una sola pedalata. E quando dall’ultima discesa vedi di fronte a te il mare, ogni paturnia affonda in quell’istante.

Percorso masserie e trulli
Lontani dai rumori, dai clacson assordanti delle automobili in coda. Ma dove? In campagna, alla scoperta della civiltà contadina, dell’allevamento e della vita autarchica. Costruzioni settecentesche, fortificate con muraglie, feritoie, merlature si incontrano presso la masseria Sant’Angelo de Graecis, meglio conosciuta come l’Abbazia di San Lorenzo, la masseria Don Sante in Contrada Martucci, la masseria Salamina nell’omonima contrada, la masseria Lamasciola in Contrada Bicocca, la masseria Maccarone in Contrada Carbonelli, la masseria Marzalossa in Contrada Pezze Vicine e le masserie Ottava Piccola e Spetterrata nel territorio di Montalbano. 
Sulla statale 16 Fasano-Ostuni, la masseria villaggio Montalbano si staglia dal XVI secolo in 20 ettari di uliveti centenari. Un luogo magico acquistato dagli Acquaviva di Aragona, conti di Conversano e oggi non è difficile immaginare la vita della comunità contadina dell’epoca: la grande e sfarzosa dimora signorile, la chiesa, le scuderie, il frantoio e gli alloggi dei coloni. In località Speziale, nelle immediate vicinanze dell’antichissimo Casale di Castro, andato distrutto nel 1300, sorge la Masseria Parco di Castro, restaurata e portata ad antica bellezza, con il cortile e la chiesetta in calce bianca. 
Il territorio di Fasano è costellato anche di masserie che vantano la presenza di stravaganti trulli. A due chilometri da Fasano, in contrada Gravinella, come se fosse una terrazza sul mare e gli ulivi, sorge la masseria Casaburo. La masseria si compone di trulli, patio e abitazioni in calce bianca, restando fedele alla linea edile di un tempo. In contrada Cocolicchio spuntano come funghi, tra pascoli, vigneti e boschi circostanti, i trulli della masseria agriturismo Locanda Ventura. Risalenti al XVII secolo, nacquero come insediamento per la pratica della pastorizia e oggi offrono alloggio e ristoro con i piatti tipici preparati con i prodotti coltivati nello stesso terreno in cui sorge la masseria.
Sulla strada provinciale che da Lamie di Olimpia porta a Laureto si estende maestosa la masseria di Pantaleo. Adiacenti alla suddetta strada provinciale e a quella comunale che porta a Locorotondo, sono i campi e la tipica “foggia” a cielo aperto; all’interno si innalza imponente il complesso abitativo, costituito dalla casa padronale, da una serie di trulli (una volta adibiti a stalle e pagliai) e dalla chiesetta dedicata a San Pantaleone, santo greco il cui culto è molto diffuso nell’Italia meridionale. Molto probabilmente questo sito, come è documentato da due pergamene del monastero benedettino di Conversano, nel XII secolo fu sede effettiva di un monastero: il monastero basiliano di San Pantaleone, priorato della Badia di Santo Stefano di Monopoli. 
Dalle masserie ai trulli nelle masserie, fino ai trulli tout court, i curiosi coni presenti solo nella Valle d’Itria e in poche altre zone pugliesi. Sulla via che collega Fasano a Lamie d’Olimpia, nascosti tra gli ulivi, si ravvisano vecchi trulli recintati dai caratteristici muretti a secco. Ma basta imboccare una qualunque delle 138 contrade locorotondesi per scoprire piccoli agglomerati di trulli.
Tornando a Fasano, anche tra la Selva di Fasano e il Canale di Pirro è possibile godere di trulli restaurati, abbracciati da boschetti e pinete e, per i più esigenti, si possono delibare gli ameni panorami dell’Adriatico e del paese, l’aria salubre e i villini stile liberty. 

Percorso sagre e feste in campagna
Peculiarità delle contrade è la loro indefessa creatività e il loro dinamismo. Conciliare la festa all’ambiente quieto della campagna è affare che appare contraddittorio. Eppure “la sera del dì di festa” in campagna è irrinunciabile anche per chi vive in città o in paese. Tradizioni culinarie e ludiche, sagre e luminarie, dialetti che si mescolano. Restando nei pressi di Fasano, non dimenticate la festa a Figazzano, a Cisternino (ogni anno ad agosto) e la sagra dell’uva a Casalini, a settembre.
L’appuntamento della festa dell’aia, in contrada Virbo a Monopoli, cade ogni anno ad agosto e incombe ormai come un rituale per concludere in allegria la fase ultima della raccolta del grano, quella della battitura sull’aia appunto, un tempo non meccanica, quando si ricorreva al movimento del cavallo e ad appositi bastoni per la sgranatura dei chicchi. 
Nelle campagne locorotondesi si assiste a ‘Il Palio delle Contrade’ nelle festività maggiori dell’anno, quando tutte le contrade divise in otto grandi aree gareggiano per i migliori festeggiamenti e organizzazione. Tra le gare: il presepe sotto l’albero, il carnevale, il falò di San Giuseppe, la fava e i giochi estivi.
In contrada Trito si assiste anche a “Olio e orto in festa” con le degustazioni tipiche locali nel mese di maggio e in contrada Lamie d’Olimpia è un appuntamento fisso la festa della Sacra Famiglia, nella prima domenica d’agosto, che ogni anno ospita buona musica e cucina.
A Pezze di Greco si festeggia Santa Maria del Carmine e a Pozzo Faceto la Madonna del Pozzo, rispettivamente la penultima e l’ultima domenica del mese di luglio. A Speziale si festeggia Santa Maria del Rosario, alla Selva di Fasano si aspetta agosto per onorare San Donato e, in contrada Cocolicchio si celebra infine la Madonna Addolorata nel mese di settembre.

Percorso rupestre
La Puglia può vantare, tra i vari paesaggi che la caratterizzano, anche quello affascinante delle antiche civiltà rupestri. Molti di questi panorami sono sotto il nostro naso, ma il “fanciullino pascoliano” che dimora in noi non se ne meraviglia più. E allora occorre imparare a conoscere in profondità questi territori per stupirsene ancora. In particolare, a Fasano, il sistema delle lame, solchi erosivi in genere poco profondi, brevi e tortuosi, che dall’altopiano murgiano si dirigono verso il mare Adriatico. Le lame costituiscono, insieme al sistema delle gravine (che dalla Murgia si dirigono invece verso il mar Ionio) uno dei segni strutturanti il paesaggio carsico pugliese. 
Degna di nota è Lama d’Antico: il villaggio rupestre conserva, come in passato, spazi destinati a residenza, stalle, luoghi produttivi e comunitari, organizzati intorno al fulcro del villaggio rappresentato dalla chiesa rupestre. Oggi è possibile individuare lungo la lama oltre trenta complessi di grotte, di dimensioni e forme variabili, di cui almeno una ventina visitabili. Il parco rupestre Lama d’Antico è aperto tutte le domeniche ed i giorni festivi dalle 9.30 alle 12.00. 

Le gravine sono delle fenditure che attraversano il terreno e presentano rocce sui versanti e in fondo alle stesse. Le rocce calcaree sono stratificate, di colore biancastro o nocciola. Fasano consta di sei gravine: la gravina Vincenzo è ubicata sul versante settentrionale del Canale di Pirro, le gravine Laureto est e Laureto ovest corrono a sud dell’abitato di Fasano; la gravina Matarano, ubicata sul versante sud-ovest di Fasano, è praticamente impercorribile per l’elevata altezza dei muri a secco e la diffusa presenza di arbusti spinosi. La gravina La Selva, ad ovest dell’omonima località fasanese, risulta anch’essa fortemente terrazzata ed impraticabile. La gravina San Donato, infine, ad ovest di Fasano e in prossimità dello zoo, può essere raggiunta attraverso un tratturo a gradinata che porta ad un’antica cripta ipogea dedicata al santo che ne dà il nome. Inoltre, quest’ultima è caratterizzata anche da un bosco sviluppato su circa 40 ettari, costituito prevalentemente da pino d’Aleppo e leccio con sottobosco di essenze della macchia mediterranea: fillirea, lentisco, alterno e mirto. 

Non si può vedere Fasano senza Egnazia. E non parlo solo di bagnarsi nelle acque limpide del suo mare o di affacciarsi dal finestrino in modo avventato, ma di navigare in un vero viaggio nella storia, quando per mare e per terra, per raggiungere Bari da Brindisi, era obbligatorio passare da lì. Citata da Orazio, Plinio e Strabone, oggi è uno dei più interessanti siti archeologici della Puglia ed è possibile visitarne il parco e il museo in qualunque mese dell’anno al modico prezzo di tre euro.

Questo articolo è sotto licenza Creative Commons


   



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